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Visita della cittá

Vale la pena intraprendere la nostra gita a piedi, partendo dalla stazione ferroviaria. La linea ferroviaria di Debrecen ha una lunga storia. Nel 1837 un certo Szitányi Móric, cittadino di Debrecen richiese l’autorizzazione per la fondazione di una societá per azioni ferroviaria. Secondo la sua idea i vagoni sarebbero stati trainati da cavalli. Tuttavia non se ne fece nulla. Il primo treno ungherese partí nel 1848 facendo un percorso di 36 km. La seconda impresa ferroviaria puntó verso Debrecen e nel 1847 partí il traffico ferroviario tra Pest e Szolnok. Tale linea ha un’importanza storica, dato che a gennaio 1849, quando il governo ed i cittadini di Pest dovettero scappare e poterono rifugiarsi soltanto verso Est - quindi verso Debrecen - arrivarono a Szolnok utilizzando la ferrovia. Nel 1857 fu ultimata la linea e costruita la stazione ferroviaria. Nel 1858 venne aperto il tratto Debrecen-Nyíregyháza, poi l’anno successivo la linea Debrecen-Miskolc, cosí con la costruzione di tali linee, sul volgere del secolo, la cittá divenne un nodo ferroviario. Nel 1900 fu costruito un imponente edificio per la stazione ferroviaria, che peró nel 1944 fu distrutto da un bombardamento a tappeto. Il nuovo edificio della stazione ferroviaria venne costruito soltanto nel 1961, in base ai piani di Kelemen László. Le due pareti della sala centrale dell’edificio sono decorati dagli affreschi di Domanovszky Endre.
Davanti all’edificio della stazione, troviamo la piazza Petőfi, in omaggio al famoso poeta ungherese, sopravissuto all’inverno degli anni 1843-1844, nella casa della maschera del teatro, situata proprio al posto della stazione ferroviaria. La targa commemorativa che si trova nell’ala destra dell’edificio della stazione é stata dedicata alla memoria del poeta, come anche la statua – opera di Medgyessy Ferenc - innalzata nella piazza Petőfi.
Sulla sinistra della piazza troviamo l’edificio piú alto della cittá, un palazzo di 20 piani. La prima via a destra, dopo l’incrocio, é la via Iparkamara, all’angolo della quale troviamo l’edificio in stile eclettico dell’ex Camera di Commercio ed Industria, costruito nel 1910. Sulla cupola troviamo un globo tenuto da tre figure femminili. Le due figure del balcone circolare sono: una figura femminile simboleggiante il commercio, con l’emblema di Mercurio in mano, mentre l’altra é una robusta figura maschile simboleggiante l’industria.
Continuando la nostra gita arriviamo in via Piac (Via del Mercato), la quale divenne via principale della cittá – nel periodo d’oro del commercio di Debrecen - all’epoca delle ricche fiere del tardo Medioevo. L’immagine architettonica della cittá comició a delinearsi soltanto all’inizio del XIX secolo, per effetto del classicismo e giunse alla sua forma definitiva alla fine del XX secolo per effetto della secessione e dell’eclettismo.
La targa commemorativa sul muro della casa di via Piac n. 58. testimonia che nella casa situata al posto dell’edificio attuale, visse Fazekas Mihály, autore della famosa opera letteraria ”Ludas Matyi”. I rilievi sono opera di Tóth András, padre del famoso poeta ungherese Tóth Árpád. Cinque rilievi illustrano le scene dell’opera ”Ludas Matyi”, mentre uno é dedicato alla memoria dell’amicizia dei poeti Fazekas Mihály e Csokonai Vitéz Mihály. In via Vármegyeháza troviamo un piccolo giardino memoriale, dove risiedeva il giardino del famoso scienziato-poeta Fazekas Mihály.
Si trova in via Piac n. 54 uno dei piú begli edifici ungheresi della Secessione, l’ex edificio della provincia Hajdú, che fu costruita negli anni 1911-1912, in base ai piani di Bálint Zoltán e Jámbor Lajos. Su questo terreno si innalzó a lungo il primo albergo di Debrecen, l’Albergo Fejérló (Cavallo bianco). Il centro storico si estendeva fino a questo punto, dato che qui terminava il ponte di legno lungo 670 metri, che partiva dalla Grande chiesa e che i cittadini potevano attraversare, quando tutto era ricoperto dal fango. Il ponte di legno rimase in piedi fino al 1824, quando canalizzarono la via principale. I residui del ponte di legno sono stati scoperti dai colleghi del Museo Déri durante i lavori di scavo dell’anno 2002, e sono stati esposti al pubblico davanti all’Albergo Aranybika (Toro d’oro), in un deposito interrato. La Compagnia Nazionale di Teatro Wesselényi Miklós ha presentato il primo spettacolo teatrale in lingua ungherese a Debrecen, nel cortile del teatro dell’Albergo Fejérló. In data 11 agosto 1798, per la seconda volta dopo Kolozsvár, venne presentato qui a Debrecen l’Amleto in ungherese. Gli spettacoli vennero interrotti a seguito dell’incendio del 1811. Nel 1849 anche il famoso capo dell’orchestra tzigana Boka Károly si trasferí qua dall’Albergo Aranybika per suonare a Kossuth. La fronte dell’edificio é fortemente articolata, e la rendono ancora piú variopinta le decorazioni fatte di pyragranite nella famosa fabbrica Zsolnay di Pécs, le ghirlande e le statue dei 4 guerrieri Hajdú. Sulla cima della torre di cavalleria troviamo la statua bronzea del principe Árpád ed al centro troviamo lo stemma della provincia di Hajdú. La sala principale dell’edificio é la sala Árpád, la cui parete e soffittatura é decorato con stucchi e stemmi dei comuni della provincia. Le piú preziose sono invece le lastre di vetro colorate disegnate da Kernstock Károly, le quali illustrano i sette principi conquistatori. Ai giorni d’oggi in tale sala viene tenuta l’assemblea generale del governo locale.
É similmente bello l’edificio in via Piac n. 57, dove si trova il negozio fondato da Kaszanyitzky Endre, vetraio famoso in tutto il paese che cominció a funzionare nel 1852. L’edificio fu ricostruito piú volte, ma mantiene lo stile barocco, classicista ed eclettico. Al ripristino anche il suo affresco ha riconquistato la sua estetica originale. L’edificio che si trova all’angolo della via Piac ed Arany János, all’epoca era una casa di commercio – questo viene dimostrato dalla figura di Mercurio sopra la facciata - adesso é un ristorante McDonald’s. La seguente casa all’angolo fu costruita nel 1874, in stile romantico per Csanak József che da servo della gleba di Derecske divenne famoso droghiere di Debrecen e sostenitore della cultura della cittá. Qui si fermarono - durante il loro soggiorno a Debrecen - anche lo scultore Izsó Miklós e lo scrittore Jókai Mór. Dando un’occhiata alla via Arany János si vede che nella casa al n. 3, recentemente rinnovata e di stile eclettico risiede il Consolato Generale della Russia. Proseguendo la nostra camminata al numero 39 troviamo la casa Rickl appartenente ad una delle piú famose famiglie mercantili della cittá. L’edificio fu costruito negli anni 1820 in stile classicista. Anche la casa al n. 38 richiama alla memoria alcuni personaggi famosi. Al pianterreno di quest’edificio lavoró Löfkovics Artúr, orologiaio e gioelliere e la scritta del suo negozio fu rievocata nel ciclo di poesie ”Canto dei grilli” di Szabó Lőrinc. Nel 1902 Löfkovics regaló alla cittá i suoi reperti archeologici e la raccolta di medaglie transilvane, gettando cosí le basi del museo della cittá.
Il vicolo Gambrinus, grazie alle sue arcate, é una delle parti piú piacevoli del centro della cittá. Ai numeri 26-28. troviamo un grande passaggio a forma di U, con un giardino inglese che richiama la cittá vecchia di Debrecen. Qui troviamo anche la Biblioteca musicale. Qui, in mezzo alla vecchia via Várad (Piac) risiedeva la casa dei giudici principali, il vecchio edificio menzionato come Casa Szikszay oppure casa Dobozy, che attraverso generazioni apparteneva agli antichi giudici principali di Debrecen. L’edificio che fu costruito dall’ex maniero di Török Bálint, richiama la secessione ungherese ed era il piú vecchio edificio di pietra della cittá. Qui la moglie di Török Bálint attese invano per 9 anni, dato che il gran signore era prigionero nelle sette torri di Istanbul. Nel XVII secolo divenne residenza del giudice principale, tra l’altro anche Vígkedvű Mihály, magistrato martire della cittá fu accompagto da qui al patibolo.
All’angolo delle vie Piac e Kossuth nel 1912 fu costruita l’istituzione finanziaria piú vecchia della cittá, il palazzo della prima cassa di risparmio di Debrecen – in conformitá alla tendenza imperante in stile secessionista. Gli stucchi e le statue della facciata sono opere di Somogyi Sándor. I rilievi della facciata di via Piac illustrano i lavori industriali, commerciali ed agricoli. La sua vecchia lastra di rame fu praparata in una famosa officina di Berlino, mentre le terraglie interne furono fornite dalla fabbrica Zsolnay di Pécs.
Di fronte al palazzo troviamo la Piccola Chiesa Riformata, la chiesa ”Csonka” (Tronca). Dietro alla chiesa troviamo la piazza Révész, intitolata al famoso storico della chiesa riformata del secolo passato. Fino al XVIII secolo una semplice struttura di legno fungeva da altare, poi fu denominata ”Piccola chiesa”, dato che la Grande chiesa era la Chiesa András. Durante la guerra di libertá condotta da Rákóczi, fu profanata dalle truppe imperiali che fecero ingresso nella cittá ed utilizzarono la chiesa come stalla. La sorte della chiesa di legno fu decisa dall’incendio del 1719. La costruzione della nuova chiesa di pietra con 1600 posti cominció a seguito dei doni di Báthory Szabó András, cittadino di Debrecen. Nel 1726 la sfera di ottone fu posta sulla cima. Il fuoco distrusse anche quest’edificio, nel 1727 subí gravi danni e soltanto dopo 4 anni fu ripristinato. Lo speciale pulpito fu preparato nel 1790, in stile Luigi XVI, il suo organo fu costruito a metá del XIX secolo da Kiszely István. La torre originalmente era chiusa da una guglia a bulbo. Nel 1907 la guglia fu gravemente danneggiata da una grande tempesta. Fu riparata, ma in seguito il vento distrusse completamente il tetto della torre. Gli architetti – arrendendosi alla volontá di Dio – disegnarono una torre a forma di bastione. Da allora la chiesa si chiama anche Chiesa ”Tronca”. Volevano demolirla piú volte, ma grazie a Schulek Frigyes sopravvive fino ad oggi.
A sinistra dalla Piccola chiesa troviamo via Széchenyi. La via, nata nel XV secolo, originalmente si chiamava via Német (Tedesca), perché i commercianti tedeschi giunti alle fiere vivevano qui. Alla fine del XIX secolo la via fu intitolata a Széchenyi István,”il piú grande ungherese” ed il piú considerevole politico riformista del periodo, visitó piú volte la cittá. Svolse servizio militare come giovane ussero nel reggimento del colonnello Simonyi. All’inizio della via troviamo anche oggi la piú vecchia residenza di Debrecen, una casa patrizia costruita negli anni 1690, in attesa di ristrutturazione. Tale edificio é il piú vecchio patrimonio architettonico della cittá. Alla fine del XVII secolo apparteneva giá a Diószegi Sámuel, giudice principale della cittá e anche primo direttore della posta. In questo modo la casa serví anche da taverna. L’ospite piú noto fu Carlo XII, re svedese che insieme alle sue truppe subí una sconfitta contro le milizie dello zar Pietro il grande e dovette rifugiarsi in Turchia, da dove provó a tornare a casa evitando l’Impero Russo, quindi in data 13 novembre 1714 arrivó a Debrecen.
In via Piac n. 31. troviamo la Casa Szilágyi, sul balcone della quale nel 1849 Kossuth Lajos tenne un discorso esaltante al popolo di Debrecen. Il balcone fu demolito, ma sul muro dell’edificio troviamo una targa commemorativa in memoria di Kossuth.
Di fronte a questa casa, dall’altro lato della via troviamo il monumento architettonico piú caratteristico di Debrecen, il Palazzo comunale in stile classicista. L’edificio precedente fu costruito nel 1531 ed accolse il governo della cittá. Nel 1802 Péchy Mihály preparó il primo layout, peraltro l’esecuzione fallí in mancanza del denaro necessario. Non si realizzarono neanche i progetti originali di Povolny Ferenc, ma alla fine furono approvati i layout di Ságody József, ingegnere della Camera che riflesse ulteriormente le idee di Polvolny. Le chiavi del grande edificio, con timpani ed arcate, furono consegnate alla cittá nel 1843. Nel 1849 Kossuth Lajos visse qui con la sua famiglia, e fu qui anche l’Ufficio del Comitato del Ministro della Difesa. La santa corona ungherese fu custodita ”nell’archivio segreto”. In linea con lo stile puritano del classicismo, il timpano é decorato con un solo decoro, lo stemma della cittá. Il Palazzo comunale a un solo piano, nel 1888 era ormai troppo piccolo per la cittá. Bisognava costruire un nuovo edificio, ma in mancanza di soldi, il progetto fu rifiutato ed il vecchio edificio fu ricostruito. Fu costruita una salita semplificata, il porticato aperto fu murato e tramite un ballatoio venne collegato con l’edificio vicino, in cui all’epoca operava un ufficio fiscale, pertanto il ballatoio fu chiamato ”Ponte dei sospiri”. L’edificio fino ad oggi funziona come Palazzo comunale.
Avvicinandoci alla piazza principale della cittá, giá da lontano si vede l’Albergo di fama mondiale ”Aranybika”, intitolato alla famiglia Bika che visse a Debrecen a partire dal 1536. Nel 1690 la cittá acquistó il lotto e la casa di pietra della famiglia. Nel 1699 l’edificio fu trasformato in albergo e nel 1799 fu poi rialzato di un piano. L’insegna di ferro ricoperta di rame, rappresentante un toro cozzante fu posizionata sulla facciata nel 1810, in questo modo l’ex osteria di Bika János divenne l’Albergo Aranybika.
Nel 1882, in linea con i piani di Steindl Imre, architetto del Parlamento, fu costruito un albergo di un piano, il quale nel 1913 - a seguito delle aumentate esigenze – fu demolito. Nel 1915, al suo posto, fu costruita – in linea con i piani di Hajós Alfréd, architetto maestro e Villányi Lajos – la vecchia ala in stile eclettico. Le decorazioni plastiche della facciata furono preparate da maestri scalpellini italiani. La sua Sala dei concerti fu intitolata a Bartók Béla. Nel 1976 l’albergo fu integrato con la realizzazione di una nuova ala.
Nell’Albergo Aranybika presero alloggio personaggi famosi come ad esempio: Széchenyi István, Deák Ferenc, Wesselényi Miklós, Móricz Zsigmond.
Nel centro della cittá troviamo la statua di Kossuth Lajos, creata da Margó Ede e Pongrácz Szigfrid in base alla loro opera vincente. La statua fu inaugurata nel 1914. Tra le figure secondarie dell’opera appare la figura di Szacsvay Imre, redattore della Dichiarazione di indipendenza come notaio del parlamento, per cui fu condannato a morte. Accanto alla sua figura c’é la statua del barone Perényi Zsigmond, secondo presidente della camera dei magnati, che similmente fu giustiziato nel 1849. Dietro la loro figura si eleva la statua di Könyves Tóth Mihály, cappellano castrense, sostenitore di Kossuth. Anche lui fu condannato a morte, ma alla fine si liberó dopo sette anni passati in prigionia in una fortezza. A destra della statua di Kossuth troviamo la figura di un portabandiera del reggimento dei berretti rossi, mentre dice addio alla madre prima di andare in battaglia.
In mezzo alla piazza Kossuth troviamo l’opera di Cs. Uhrin Tibor, lo stemma della cittá, fatto di mosaici di vetro italiani e posizionato nel lustricato. Qui accanto si vede la statua di Szabó Lőrinc, opera di Lestyán Goda János. Accanto all’Albergo Aranybika troviamo una delle maggiori fontane musicanti del paese, preparata da Pázmándy Antal.
Nel cuore della cittá troviamo l’edificio classicista piú caratteristico dellUngheria, la Grande chiesa, al posto della quale – al dire di Diószegi Sámuel, famoso botanico – giá nel XII secolo si trovava una chiesa, distrutta da un incendio. Come Móricz Zsigmond scrisse: „…con le sue due torri solide, come il toro di Hortobágy, resiste al tempo…”. Ricevette la sua campana nel 1636, dato che Rákóczi György I, principe transilvano – da cannoni predati dalle truppe imperiali - fece fondere da Johann Regner, maestro di Gyulafehérvár, due campane dal peso di 60 quintali. Regaló una di queste a Debrecen, l’altra a Kosice. Per la campana fu costruita, in mattone rosso, una torre a parte: la Torre rossa. Nel 1802 la chiesa andó a fuoco. La campana Rákóczi cadde a terra e mani inesperte cominciarono ad annaffiarla. La campana si ruppe perdendo cosí il suo suono. Nel 1875 la campana fu rifusa, e ne fu ritagliato lo stemma della famiglia Rákóczi, il quale é tutt’oggi custodito nell’Oratorio del Collegio. La campana fu depositata nella torre occidentale della nuova Grande chiesa. Per quanto riguarda le dimensioni dell’edificio: le navate laterali est-ovest sono lunghe 55 metri e larghe 15 metri. Le panche sono opere di maestri locali ed offrono posti a sedere per 3000 persone. L’ex organo della chiesa fu costruito nel 1838 da Jakob Deutsmann, maestro viennese. 30 anni dopo lo strumento si estese e divenne un’organo a 3096 canne, in seguito a tale rinnovo puó essere suonato con 43 registri. Ai giorni d’oggi hanno potuto ripristinare 11 canne di legno dell’organo originale. Grazie alla sua conservazione é possibile richiamare le sonoritá del XIX secolo.
Dietro la grande chiesa si trova un pomposo giardino commemorativo, realizzato in linea con i piani dell’Associazione del Giardino commemorativo, costituita nel 1861. Il primo monumento, il Leone agonizzante, opera di Marschalkó János, fu inaugurato nel 1865, in memoria della battaglia di Debrecen del 2 agosto 1849. Alla fine del secolo il monumento funerario fu spostato nel Cimitero degli Eroi. Al suo posto fu collocata la statua della libertá di Tóth András che poi nel 1906 fu portata via dal giardino. Oggi al suo posto troviamo la statua di Bocskai István in memoria della Pace di Vienna di 300 anni fa. Qui vicino trova posto la Colonna dei Galeotti, inaugurata nel 1895.
Il Giardino in rovine é la recente piazza culturale di Debrecen che si trova nel cuore di Debrecen, la sua storia é la storia della cittá. Alla fine della nostra passeggiata lunga e piena di esperienze possiamo riposare in un giardino sempreverde, coperto da un tetto di vetro, dove trovano posto numerose esposizioni permanenti e periodiche.

Grande foresta

Si estende lungo il confine settentrionale di Debrecen, parzialmente giá nella cittá, su un terreno sabbioso e la consideriamo parte delle foreste dell’area ”Nyírség”, alle quali all’epoca era connessa. La foresta - similmente alla Grande chiesa, il collegio oppure le Universitá – appartiene all’immagine della cittá. La foresta puó essere considerata storica anche dal punto di vista di tutela ambientale, dato che una parte della medesima fu la primo oggetto di protezione giuridica della natura dell’Ungheria e nel 1939 fu dichiarata protetta. All’inizio del XVIII secolo si estendeva su una superficie di 1360 ettari, mentre oggi non supera i 1000 ettari. La Grande foresta si divide in tre parti facilmente separabili. Il cosiddetto parco della Grande foresta é parte integrante della cittá. Qui si trovano case residenziali, le Universitá, il bagno termale e la piscina, la clinica, le case di villeggiatura, il lunapark e lo zoo della Grande foresta. Si tratta di un area di cca. 4 ettari ed é la parte della foresta visitata dalla maggior parte dei turisti. A quest’area si collega un parco interno di 68 ettari che accoglie i turisti con i suoi tavoli, campi sportivi e passeggi. La terza parte é un parco esterno esteso su 961 ettari, é un querceto conservato quasi completamente nella sua forma originale. Nella Grande foresta ci sono tantissime cose da vedere e luoghi di svago. Cominciamo subito con lo zoo ed il lunapark, luoghi preferiti delle famiglie con piú figli. Ambedue i luoghi si trovano in via Ady Endre, vicino al lago di canottaggio.
In passeggiata Medgyessy troviamo una serie di monumenti e statue. Giá all’inizio vediamo il monumento bianco dei reggimenti fanteria 39 e 139 di Debrecen, con le targhe commemorative per le vittime della prima e seconda guerra mondiale. Subito dietro il monumento c’é il ristorante (”ciarda”) Leveles. Sotto gli alberi della passeggiata troviamo le statue di Medgyessy Ferenc e Fazekas Mihály. Allo stesso tempo qui possiamo trovare le statue di numerosi altri personaggi notevoli della letteratura ungherese come ad esempio: Tóth Árpád, Arany János e Krúdy Gyula, richiamando il periodo che hanno trascorso a Debrecen. Accanto alla passeggiata, nel parco sul lato orientale c’é il monumento di Ady Endre e la biblioteca di Szabó Lőrinc. La statua di Gulyás Pál si trova sotto i pini silvestri, in un ambiente piacevole. Si vede giá da lontano, sotto i tigli, l’edificio classicista della vecchia Osteria, con accanto lo stabilimento balneare, al posto del quale all’epoca trovavano posto le terme ad acqua riscaldata.
Nel 1938 fu costruito, in base ai piani di Kertai László, il Bagno termale, i cui padiglioni si inseriscono perfettamente nell’ambiente forestale. Dietro troviamo l’acqua della piscina della foresta, la quale a partire dal 1930 viene usata per scopi terapeutici. Dall’area della piscina si vede bene la bella torre dell’acqua, costruita nel 1912 in stile eclettico. Le altre curiositá della piscina sono la fontana decorata con figure di anatra e la figura femminile nuda, preparata da Kerényi Jenő nel 1960. Accanto alla piscina fu costruito il lago di canottaggio, sulla riva del quale troviamo la nuova Osteria. Ritornando al lago di canottaggio, all’inizio di via Ady Endre, in un piccolo parco erboso possiamo vedere la statua doppia di due figure nude intitolata ”Abbondanza”, opera di Vigh Tamás. Proseguendo la nostra camminata giungiamo allo stadio della Grande foresta. Davanti alla porta dello stadio possiamo ammirare il „Discoforo” di Garami László. Sull’altro lato della via, all’entrata dello zoo e del lunapark i passanti possono ammirare la statua ”Ludas Matyi” di Grantner Jenő. Camminando in direzione Ovest arriviamo al palazzo principale dell’Universitá degli Studi Kossuth Lajos, costruito tra gli anni 1927 e 1932 in stile neobarocco ed eclettico, in base ai piani di Korb Flóris. Accanto all’edificio monumentale si trova la chiesa universitaria, ideata da Borsos József e costruita in stile neoclassicista, dove troviamo una parte della biblioteca universitaria. A sinistra dal palazzo principale troviamo gli istituti di chimica, davanti alle quali c’é la famosa statua il ”Professore” di Varga Imre, nonché il tutto tondo di cromo, preparato da Segesdy György. La piazza davanti al collegio universitario é ornata dall’opera di Kutas László, la figura femminile nuda intitolata „Donna giacente”. Sulla riva del laghetto dell’orto botanico dell’Universitá troviamo la statua commemorativa di Diószeghi Sámuel e Fazekas Mihály. Nel parco situato davanti all’Universitá si vedono le statue di numerosi intellettuali, aventi ruolo notevole nella storia della cittá, le quali furono inaugurate tra gli anni 1934 e 1938. Qui si trovano le statue rappresentanti la figura di Méliusz Juhász Péter, Huszár Gál, Szenei Molnár Albert e Komáromi Csipkés György. Ai lati della fontana davanti all’Universitá troviamo le seguente figure: ”Donna che tiene un ramo in mano”, opera di Madarassy Valter, ”Ragazzo che mette la mano nell’acqua”, opera di Várady Sándor, ”Donna riposante”, opera di Varga Imre, ”Uomo che prende il sole”, opera di Ungváry Lajos, ”Nudo di ragazza”, preparata da Radó Károly, ”Saltatore”, opera di Marton László. Di fronte all’Universitá, sull’altro lato della via troviamo il Conservatorio Liszt Ferenc.

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